Stregoneria Tradizionale, Tradizione Nordica
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L’importanza del Sacrificio

Ultimamente mi è capitato spesso di pensare al Sacrificio inteso come privazione di qualcosa d’importante in onore del divino.

Ho sempre pensato, che tutte le cose che noi “neopagani” tendiamo ad offrire alle divinità sono essenzialmente cose di cui potremo far benissimo a meno o peggio ancora, sono cose comprate a buon mercato e sostanzialmente a parte quei 3/4 euro di roba, non facciamo questo gran sacrificio. I soldi spesi per l’acquisto di candele, vino, vettovaglie e ninnoli di diversa provenienza, che siano pochi spiccioli o somme importanti, se spese per questo fine, raramente ci priviamo di qualcosa ma è più un capriccio del nostro ego.

Tisi detto il Garofalo - Sacrificio pagano

Ora, senza fraintendimenti, io stessa accendo candele ed offro vino alle mie divinità, vino che possono permettermi e candele che non intaccano il bilancio famigliare. Ma credo che alla fine queste siano solo quisquilie della normale routine, semplici offerte. Un tempo un uomo che sacrificava una vacca per un dio, voleva dire mangiare meno o per niente, famiglia compresa. Sacrificare qualcosa di prezioso era un atto di totale devozione e arrendevolezza al volere divino. Ora di cosa ci priviamo?

Fino alla sera prima del mio rituale di devozione ero intenzionata a donare ad Odino, un vero e proprio sacrificio, ero davvero indecisa, scettica, non ho mai approvato alcune pratiche come “ordeal path” che si fanno in suo onore. Non nego che mi amo troppo per autolesionarmi in Suo nome, non credo che possa essere un atto degno, ma ad ognuno le sue idee. Volevo qualcosa che fosse per me un autentica privazione, per questo in un primo momento ho pensato ad un tatuaggio, lasciare un segno indelebile sulla pelle, privarla della sua purezza originaria, ma essendo già tatuata, non aveva molto senso e onestamente a livello di dolore, quando feci quello che ho già, non soffrii così tanto.  Poi onestamente lo trovo abbastanza stupido. Odino ha sofferto nove giorni e nove notti attaccato all’Albero del Mondo per acquisire la Conoscenza, non per un disegno sulla pelle, sicuramente non ha lo stesso valore. Assolutamente.

Quindi, sempre tornando sul personale, alla fine ho deciso di sacrificare ad Odino, un mio elemento fisico di cui sono sempre andata fiera: i miei capelli. Non mi sono mai reputata una gran bellezza, ho sempre avuto quei 3/5 kg di troppo, non ho un viso delicato, mani e piedi sono piccoli, forse si può salvare il colore degli occhi, ma ho un espressione sempre troppo dura, senza poi tralasciare il carattere, so di essere un vero disastro. Ma i capelli, senza modestia, posso dire che erano la cosa più bella che avessi avuto, di un bel colore,  lunghissimi, che formavano al naturale delle onde morbide, erano tanti, folti e spessi. Erano il mio orgoglio più grande. Ho sempre amato le donne con i capelli lunghi, sono sempre state per me emblema di bellezza e seduzione ed io, nonostante per il resto fossi discutibile, contavo tantissimo sul fascino che poteva esercitare la mia treccia o quando arricciati, la delicatezza dei boccoli che scendevano dalla coda, come una cascata di cioccolato. Si, decisamente il dono più bello che natura avesse potuto farmi. Così li ho tagliati, per Lui.

Forse per coerenza avrei dovuto raparmi a zero, ma son stata troppo codarda per farlo. Nonostante ne senta terribilmente la mancanza, non mi pento nemmeno un secondo del gesto che ho fatto. Si i capelli ricresceranno, ma in quel momento ho tagliato la cosa a cui tenevo di più per quanto riguarda il mio essere. Ho legato con cura la mia lunga treccia con un nastro blu e con orgoglio e dignità l’ho donata a Lui, come se non solo gli avessi donato qualcosa di fisico, ma anche qualcosa di spirituale, l’emblema della mia bellezza.

Per concludere, non voglio invitare nessuno a mutilarsi, o raparsi a zero o qualsiasi altra cosa in onore del divino, vorrei solo smuovere un po’ gli animi in modo che possano sentire il bisogno di capire cosa sia veramente un sacrificio. Non dico di strafare, ma non dico nemmeno di risparmiarsi, pensando che un blando surrogato possa essere un buon compromesso.

Nel mio caso era un’avvenimento importante, ragion per cui, era necessario un sacrificio importante. Vino e candele vengono offerte ad Odino da chiunque, io stessa glieli offro ogni mercoledì. Era necessaria per me, una privazione seria di qualcosa d’importante. Un vero e proprio sacrificio.

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7 Comments

  1. Hai pienamente ragione su entrambi i versi, l’offerta di candele e vino (o altro), anche se è per me una pratica molto importante, non la sento come un vero atto di devozione, solo un ringraziamento generale, tutto qua.
    Se bene non abbia mai pensato a ciò che io possa realmente sacrificare, e se mai un giorno avrò la necessità o la semplice forza, farò sicuramente il tuo ragionamento, certo capelli non ne ho molti… ma sacrificherei qualcosa che amo, magari reversibili un pò come i capelli

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  2. Sai, anche io ho sempre pensato alle offerte in questi termini.
    Nel senso che non sento di fare una vera offerta se non mi privo di qualcosa a cui tengo e che voglio dare. Generlamente quindi la soluzione che ho trovato è quella di “dare il mio tempo” e la mia creatività a creare qualcosa che poi verrà sacrificato. Generlamente faccio cucino e faccio biscotti. Banale forse, ma li faccio io e per farli dedico del tempo che sottraggo ad altre cose… e per me il tempo che ho a disposizione per me stessa,in solitudine, oltre che raro è anche prezioso. Quindi in questo senso vedo il sacrificio, anche se mi rendo conto che è veramente poca cosa.
    Per anni comunque anche io ho avuto questo “problema” del non sentire una vera privazione versando vino o offrendo pane semplicemente. L’offerta vera e propria la si fa quando si è disposti a togliersi qualcosa.
    Trovo il sacrificio che hai scelto di fare tu molto bello, soprattutto sapendo quanto ami i tuoi capelli.
    Bella riflessione comunque!!

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    • Dorilys Vigdis says

      Secondo me non è poca cosa, in un modo strutturato come il nostro, dove non abbiamo nemmeno il tempo per pensare a noi credo che sia una cosa molto bella. Soprattutto se è importante per te, non c’è discussione!

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  3. astridstryx says

    Il sacrificare i tuo capelli come dono, lo trovo un gesto bellissimo e sofferto. Ho adorato questo articolo, condivido tutto! Molto spesso, per alcuni, il lasciare le classiche offerte di cibo, bevande e candele, diventa una ruotine, un qualcosa di meccanico e non sentito, perdendo del tutto il significato di offerta.. Sebbene io, doni molte offerte di cibo, sopratutto perché amo cucinare, come Nikebrianna che ha commentato sopra, dedico molto tempo alle creazioni, ma credo che uno dei miei gesti più significativi risalente a qualche anno fa’, sia stato l’abbandonare come dono, un oggetto a me molto caro.
    Mi capita anche di rinunciare a qualcosa che mi piace tanto, per un certo periodo di tempo, una privazione, insomma, dedico Loro questo piccolo sacrificio.

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  4. Faye says

    Il sacrificio è sicuramente una pratica molto importante che deve essere soppesata nel modo giusto.
    L’offerta di candele, cibo, bevande, incenso, non la vedo come un sacrificio quando più come una semplice offerta, un ringraziamento, come dice Bruno.
    Il sacrificio credo debba essere sentito profondamente, è giusto sacrificare qualcosa di importante, anche se condivido l’idea di non apprezzare atti autolesionisti. Momentaneamente non ho ancora fatto sacrifici degni di questo nome, non saprei nemmeno, ad oggi, cosa sacrificare; penso che quando verrà il momento, quando mi verrà chiesto, saprò che lo dovrò fare e probabilmente saprò anche cosa donare.

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  5. ElenaLizzie says

    Articolo e pensiero molto bello e veritiero, assolutamente condivisibile. Anche io ho compreso l’importanza del Sacrificio forse tardi o forse era il momento giusto.

    Un saluto

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